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Società  Editrice Umberto Allemandi & C. S.p.a. - Fondata nel 1983 - Torino London New York Venezia

L’educazione di un giardiniere


di Russell Page


«Quando compongo un paesaggio o creo un giardino, ma anche solo quando colloco un vaso di fiori sul davanzale, mi pongo in primo luogo un problema analogo a quello del pittore: ossia, mi preoccupo della relazione tra gli oggetti che compongono il quadro, siano essi boschi, campi o acqua, pietre o alberi, cespugli e piante o gruppi di piante». Il sentimento e l’estro del maggiore architetto della natura del nostro tempo fanno di questi scritti un libro e non un manuale: la bibbia per ogni appassionato di giardini. Quest’opera è la summa del pensiero di un leggendario inventore di giardini, e per fortuna Page scriveva come parlava: l’esposizione aneddotica, lontana da ogni ostentazione e di piacevole lettura, fa di ogni pagina un gradevolissimo indizio rivelatore della sua grande arte. Questo libro è, per tutti coloro che si interessano di giardini, professionisti o amatori, il testo fondamentale di riferimento tra quanto è stato scritto in questo secolo. Russell Page
È stato uno dei più grandi architetti paesaggisti inglesi del Novecento. Nato nel Lincoshire nel 1906, iniziò a dedicarsi al giardinaggio fin da piccolo, e da adolescente lavorò in diversi giardini durante le vacanze estive. Si iscrisse a una scuola d’arte e in seguito si trasferì a Parigi per completare i suoi studi di arte. Qui conobbe André de Vilmorin, la cui famiglia da duecento anni commerciava in semi e piante, e riprese a dedicarsi ai giardini. Tornato in Inghilterra, ricevette il primo prestigioso incarico dal conte di Bath, che voleva arricchire il parco della sua dimora, Longleat House. Da allora (1932) Page si dedicò completamente alla progettazione dei giardini, con centinaia di realizzazioni in Inghilterra, Francia, Belgio, Svizzera, Olanda, Spagna, Italia, Sudamerica, Stati Uniti. Sarebbe difficile trovare in questi un motivo comune, uno stile facilmente rintracciabile: anche se forse Page è più noto per i disegni formali e simmetrici e le piante potate, in realtà ha sempre adattato i propri giardini al sito, al carattere dell’edificio, all’ambiente. Molte le influenze nel suo lavoro: egli stesso ammetteva di essere stato ispirato dal giardino di Hidcote, conosciuto da ragazzo (elementi geometrici e ben disegnati che inquadrano e danno solidità alla profusione delle fioriture si ritrovano in molti giardini di Page, quali Varaville o la Landriana), dai suoi viaggi in Oriente (i rivoletti di acqua che introduce ad Ischia, a Majorca e perfino a Washington, tutti echi dello splendido Generalife), dalla tradizione francese. In Italia i più noti giardini disegnati da Page sono Villar Perosa e Frescot, i giardini della famiglia Agnelli; la deliziosa Villa Silvio Pellico (anche questa a Torino); Vistorta (in Friuli); San Liberato (a Bracciano, vicino a Roma), il piccolo giardino dei Sanminiatelli; La Landriana (vicino a Roma), della famiglia Taverna e La Mortella (a Ischia) dei Walton. In Inghilterra è ancora ben curato e visitabile il Culepeper garden a Leeds Castle, mentre in America è molto noto il piccolo giardino della Frick Collection, a New York, e il grande parco di sculture del quartier generale della Pepsi Co., il suo ultimo lavoro.


Pagine: 368
Misure: 21 x 30,5 cm
Illustrazioni: 80 b/n
Legatura: rilegato
ISBN: 978-88-422-0470-1

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